Dall’Italia in sostegno alla Commissione ONU per i Diritti umani in Eritrea

Comunicato Stampa:

vlcsnap-2014-11-29-20h14m49s1923 giugno la manifestazione internazionale a Ginevra

Giovedì 23 giugno 2016 migliaia di eritrei provenienti da varie parti del mondo si sono dati appuntamento a Ginevra per esprimere il loro sostegno al lavoro della Commissione delle Nazioni Unite per i diritti umani, con una manifestazione pacifica ma determinata. Dall’Italia partiranno almeno tre pullman da Milano, Roma e Bologna.
La manifestazione è stata indetta dal Comitato internazionale di opposizione eritrea in sostegno alla Commissione d’inchiesta Onu – creata nel giugno 2014 – che ha documentato “gravi e sistematiche violazioni dei diritti umani in Eritrea” (cit.). A partire dal 21 giugno 2016 la Commissione presenta ufficialmente al Consiglio dei diritti umani le sue conclusioni sui diritti negati in Eritrea, chiedendo, sulla base delle prove raccolte, di interessare la Corte Internazionale di Giustizia per aprire un procedimento contro il governo di Asmara, con l’accusa di “crimini contro l’umanità”.
Noi eritrei della diaspora, in Italia e nel mondo, sappiamo senza dubbio delle violazioni innumerevoli commesse in Eritrea e crediamo fermamente che sia tempo di porre fine alla cultura dell’impunità e di far sì che il dittatore Isaias Afewerki ed i suoi generali siano dichiarati responsabili di crimini contro l’umanità e perseguiti dal Tribunale Penale Internazionale (ICC).
La Commissione per i diritti umani, nel suo report sull’Eritrea, documenta e denuncia crimini di riduzione in schiavitù, prigionia illegale, sparizioni forzate, tortura, persecuzioni, stupri, omicidi e altri atti inumani “. In sostanza, una vera e propria campagna per instillare la paura e scoraggiare l’opposizione. Nei centri di detenzione e nei campi di addestramento militare in Eritrea sono stati commessi crimini contro l’umanità in modo “generalizzato e sistematico” negli ultimi 25 anni. I membri della commissione hanno infatti ribadito che questa situazione è iniziata quando le attuali autorità presero il potere nel 1991, dopo l’indipendenza dall’Etiopia, e dura tuttora.
Nella diaspora esiste un’altra Eritrea che combatte civilmente e pacificamente contro il regime dittatoriale, per realizzare la transizione del proprio Paese verso la libertà, la democrazia e la dignità. Questa Eritrea, fatta di giovani e di persone che cercano con gli strumenti della democrazia il rispetto delle proprie vite, esprimerà il suo totale appoggio al lavoro svolto dalla Commissione Onu con una grande manifestazione internazionale.
Sta all’Italia e all’Europa decidere quale via imboccare.
Siamo fermamente convinti che gli accordi fin qui stabiliti con il governo di Asmara (Processo di Khartoum, aiuto per lo sviluppo con fondi stanziati dal Fondo europeo), che non hanno come pre-condizione neppure minime garanzie di rispetto dei diritti e della vita dei cittadini eritrei, non possono portare all’affermazione della democrazia in Eritrea; hanno piuttosto il sapore del sostegno al “dittatore amico” per garantire equilibri geopolitici ed interessi economici. Si parla di lotta alle cause della migrazione di massa, ma nel paese vige già la regola del “shoot-to-kill” (letteralmente: sparare per uccidere) contro chiunque venga sorpreso ad attraversare illegalmente i confini.
Chiediamo che l’Italia stia al fianco degli Eritrei democratici nella lotta di liberazione contro la dittatura e la violazione dei diritti umani, in Eritrea come in ogni altra parte del mondo.
I mass-media possono fare la differenza in questo senso, dando spazio ed attenzione al movimento per la transizione democratica, come hanno saputo fare per altri paesi. Le recenti elezioni libere in Birmania, che tutti abbiamo salutato con favore, sono senza dubbio l’esito della lotta per i diritti umani portata avanti con tenacia e metodi pacifici dagli attivisti birmani, con la partecipazione attiva di larghi strati della popolazione e con il sostegno della comunità internazionale, ottenuto – anche – grazie al lavoro documentato dalla Commissione per i diritti umani delle Nazioni Unite.

Per il nostro paese è un momento decisivo. Per questo, per il secondo anno consecutivo, saremo a migliaia a Ginevra da tutto il mondo a sostenere la Commissione ONU.
Il Coordinamento Eritrea Democratica, che riunisce diversi gruppi della diaspora in Italia, si pone come soggetto politico alternativo alla dittatura di Isaias Afewerki, per la costruzione di un’Eritrea libera, democratica, rispettosa dei diritti di tutti, aperta al mondo.


Per approfondire con le delegazioni locali:
http://genevademo.com/
Roma: cell. 327919277 Milano: tel. 025470412 Bologna: cell. 3207179831


Coordinamento Eritrea Democratica
https://eritreademocratica.wordpress.com

https://www.facebook.com/coordinamentoeritreademocratica coord.eritreademocratica@gmail.com


Il REPORT INTEGRALE:
http://www.ohchr.org/EN/HRBodies/HRC/CoIEritrea/Pages/commissioninquiryonhrinEritrea .aspx
Video:
https://www.youtube.com/watch?v=UFUM8xfZMI4
http://www.france24.com/en/20160513-video-reporter-eritrea-dictatorship-migrants-ethiopia

audizione del Coordinamento Eritrea Democratica alla COMMISSIONE PARLAMENTARE Affari esteri e comunitari (III)

NeParlamentoll’ambito di un’indagine conoscitiva sulle problematiche emergenti, le sfide e le nuove prospettive di sviluppo dell’Africa sub-sahariana, martedì 10 maggio ha avuto luogo in parlamento l’audizione dei rappresentanti delle opposizioni eritree, nella fattispecie del Coordinamento Eritrea Democratica. L’obiettivo è quello  di comprendere meglio la situazione in cui versa il Paese, e confermare il sostegno italiano  per una transizione democratica dell’Eritrea verso lo stato di diritto.

Qui sotto il resoconto della commissione:

parlamento-italia-politico-680x300CAMERA DEI DEPUTATI
Martedì 10 maggio 2016
639.
XVII LEGISLATURA

BOLLETTINO
DELLE GIUNTE E DELLE COMMISSIONI PARLAMENTARI
Affari esteri e comunitari (III)
COMUNICATO

INDAGINE CONOSCITIVA

Martedì 10 maggio 2016. — Presidenza del vicepresidente Erasmo PALAZZOTTO.

La seduta comincia alle 14.20.

Indagine conoscitiva sulle problematiche emergenti, le sfide e le nuove prospettive di sviluppo dell’Africa sub-sahariana.
Audizione di rappresentanti del Coordinamento Eritrea Democratica.
(Svolgimento e conclusione).
Erasmo PALAZZOTTO, presidente, avverte che la pubblicità dei lavori della seduta odierna sarà assicurata anche attraverso l’attivazione di impianti audiovisivi a circuito chiuso. Svolge quindi un intervento introduttivo.

Andeberhan GHIORGIS, diplomatico eritreo in esilio, Moissié ZERAI, presidente dell’Agenzia Habeshia, Siid NEGASH, responsabile per gli affari diplomatici del Coordinamento Eritrea Democratica, e Ribka SIBHATU, scrittrice e attivista per i diritti umani del popolo eritreo, svolgono una relazione sui temi oggetto dell’indagine conoscitiva.

Intervengono quindi, a più riprese, i deputati Eleonora CIMBRO (PD), Erasmo PALAZZOTTO, presidente, e Franco CASSANO (PD).

Moissié ZERAI, presidente dell’Agenzia Habeshia, Ribka SIBHATU, scrittrice e attivista per i diritti umani del popolo eritreo, Vittorio LONGHI, giornalista, Siid NEGASH, responsabile per gli affari diplomatici del Coordinamento Eritrea Democratica, Emilio DRUDI, giornalista, e Desbele MEHARI, responsabile della Commissione per gli affari pubblici del Coordinamento Eritrea Democratica, replicano ai quesiti posti e forniscono ulteriori precisazioni ed integrazioni.

Erasmo PALAZZOTTO, presidente, dichiara conclusa l’audizione.

La seduta termina alle 16.05.

Risposte dei componenti della commissione:

Eritrea: Quartapelle, importante audizione, Italia sta dalla parte dei diritti

“Attraverso questa prima al43-quartapelle-segreteria-140906155441_mediumudizione di rappresentanti delle opposizioni eritree al Parlamento italiano, si conferma la necessità di impegnarsi per una transizione del Paese verso lo stato di diritto. Secondo autorevoli e aggiornate ricognizioni dello stato dei diritti umani, nel Paese africano la situazione continua infatti ad essere preoccupante”. Lo dice Lia Quartapelle, capogruppo Pd in commissione Esteri, al termine dell’audizione del Coordinamento Eritrea democratica alla Camera. “L’Italia è al fianco di chi lotta per l’affermazione dei diritti umani, come gli eritrei che hanno trovato protezione e opportunità nel nostro Paese. Ogni mese, un numero compreso tra 2 e 3 mila persone, tra cui molti minori non accompagnati, fuggono dal Paese esponendosi a notevoli rischi ormai tristemente noti. Dei circa centocinquantamila migranti sbarcati sulle coste italiane nel 2015, quasi uno su quattro proveniva dall’Eritrea”, spiega la deputata Pd.

“Negli ultimi anni, l’Italia e l’Unione europea si sono rese disponibili a dialogare e collaborare con Asmara per favorire lo sviluppo in Eritrea e contrastare il traffico di migranti. Per noi è prioritario favorire un dialogo anche tra gli attori regionali, per assicurare sicurezza e crescita economica in Africa orientale. A tal fine, tuttavia, non si può prescindere dalla revisione di un modello politico che il 24 maggio compie 25 anni ed è considerato tra i più repressivi e autoritari del mondo. A una nostra apertura al dialogo”, conclude Quartapelle, “deve corrispondere un impegno costruttivo per la normalizzazione dello spazio politico eritreo, con l’approvazione di una Costituzione, un’apertura anche alla presenza delle organizzazioni della società civile libera e una progressiva affermazione della democrazia, ad oggi ancora del tutto inesistente”.