audizione del Coordinamento Eritrea Democratica alla COMMISSIONE PARLAMENTARE Affari esteri e comunitari (III)

NeParlamentoll’ambito di un’indagine conoscitiva sulle problematiche emergenti, le sfide e le nuove prospettive di sviluppo dell’Africa sub-sahariana, martedì 10 maggio ha avuto luogo in parlamento l’audizione dei rappresentanti delle opposizioni eritree, nella fattispecie del Coordinamento Eritrea Democratica. L’obiettivo è quello  di comprendere meglio la situazione in cui versa il Paese, e confermare il sostegno italiano  per una transizione democratica dell’Eritrea verso lo stato di diritto.

Qui sotto il resoconto della commissione:

parlamento-italia-politico-680x300CAMERA DEI DEPUTATI
Martedì 10 maggio 2016
639.
XVII LEGISLATURA

BOLLETTINO
DELLE GIUNTE E DELLE COMMISSIONI PARLAMENTARI
Affari esteri e comunitari (III)
COMUNICATO

INDAGINE CONOSCITIVA

Martedì 10 maggio 2016. — Presidenza del vicepresidente Erasmo PALAZZOTTO.

La seduta comincia alle 14.20.

Indagine conoscitiva sulle problematiche emergenti, le sfide e le nuove prospettive di sviluppo dell’Africa sub-sahariana.
Audizione di rappresentanti del Coordinamento Eritrea Democratica.
(Svolgimento e conclusione).
Erasmo PALAZZOTTO, presidente, avverte che la pubblicità dei lavori della seduta odierna sarà assicurata anche attraverso l’attivazione di impianti audiovisivi a circuito chiuso. Svolge quindi un intervento introduttivo.

Andeberhan GHIORGIS, diplomatico eritreo in esilio, Moissié ZERAI, presidente dell’Agenzia Habeshia, Siid NEGASH, responsabile per gli affari diplomatici del Coordinamento Eritrea Democratica, e Ribka SIBHATU, scrittrice e attivista per i diritti umani del popolo eritreo, svolgono una relazione sui temi oggetto dell’indagine conoscitiva.

Intervengono quindi, a più riprese, i deputati Eleonora CIMBRO (PD), Erasmo PALAZZOTTO, presidente, e Franco CASSANO (PD).

Moissié ZERAI, presidente dell’Agenzia Habeshia, Ribka SIBHATU, scrittrice e attivista per i diritti umani del popolo eritreo, Vittorio LONGHI, giornalista, Siid NEGASH, responsabile per gli affari diplomatici del Coordinamento Eritrea Democratica, Emilio DRUDI, giornalista, e Desbele MEHARI, responsabile della Commissione per gli affari pubblici del Coordinamento Eritrea Democratica, replicano ai quesiti posti e forniscono ulteriori precisazioni ed integrazioni.

Erasmo PALAZZOTTO, presidente, dichiara conclusa l’audizione.

La seduta termina alle 16.05.

Risposte dei componenti della commissione:

Eritrea: Quartapelle, importante audizione, Italia sta dalla parte dei diritti

“Attraverso questa prima al43-quartapelle-segreteria-140906155441_mediumudizione di rappresentanti delle opposizioni eritree al Parlamento italiano, si conferma la necessità di impegnarsi per una transizione del Paese verso lo stato di diritto. Secondo autorevoli e aggiornate ricognizioni dello stato dei diritti umani, nel Paese africano la situazione continua infatti ad essere preoccupante”. Lo dice Lia Quartapelle, capogruppo Pd in commissione Esteri, al termine dell’audizione del Coordinamento Eritrea democratica alla Camera. “L’Italia è al fianco di chi lotta per l’affermazione dei diritti umani, come gli eritrei che hanno trovato protezione e opportunità nel nostro Paese. Ogni mese, un numero compreso tra 2 e 3 mila persone, tra cui molti minori non accompagnati, fuggono dal Paese esponendosi a notevoli rischi ormai tristemente noti. Dei circa centocinquantamila migranti sbarcati sulle coste italiane nel 2015, quasi uno su quattro proveniva dall’Eritrea”, spiega la deputata Pd.

“Negli ultimi anni, l’Italia e l’Unione europea si sono rese disponibili a dialogare e collaborare con Asmara per favorire lo sviluppo in Eritrea e contrastare il traffico di migranti. Per noi è prioritario favorire un dialogo anche tra gli attori regionali, per assicurare sicurezza e crescita economica in Africa orientale. A tal fine, tuttavia, non si può prescindere dalla revisione di un modello politico che il 24 maggio compie 25 anni ed è considerato tra i più repressivi e autoritari del mondo. A una nostra apertura al dialogo”, conclude Quartapelle, “deve corrispondere un impegno costruttivo per la normalizzazione dello spazio politico eritreo, con l’approvazione di una Costituzione, un’apertura anche alla presenza delle organizzazioni della società civile libera e una progressiva affermazione della democrazia, ad oggi ancora del tutto inesistente”.

 

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